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Una storia per riflettere (e per agire)

Dopo anni (tre per la precisione) che non vedevo un’amica, una mattina decido di passare a trovarla a casa per bere un caffè e scambiare due chiacchiere.

Jenny (nome inventato ovviamente) comincia a raccontarmi della sua vita degli ultimi anni, sottolineando come le cose a Maddalolandia (piccolo paesello in Campania – Italia) siano peggiorate, a cominciare dalla chiusura di molti negozi nella strada in cui vive, lasciando il quartire con locali chiusi e saracinesce che marciscono arruginendo giorno dopo giorno, alla fuga in massa di decine di famiglie verso il nord o all’estero.

Lamenta anche che il figlio, appena ventenne, ha grosse difficoltà a trovare lavoro.

Durante la nostra chiacchierata veniamo disturbati per due volte dallo squillo di citofono di ben due corrieri: il primo porta un sacchetto di “non so quale ca***ta” dalla Cina, il secondo un pacco da Amazon (Stati Uniti).

In sottofondo il cellulare di Jenny è un continuo bombardamento acustico di notifiche push di TikTok (Cina), Facebook (Stati Uniti), Instagram (Stati Uniti) e chi più ne ha più ne metta! Insoma una fogna di suoni e notifiche di Imbecisocials.

La conversazione con la mia amica di vecchia data scorre fluida anche se la mia pazienza viene fortmenete provata dopo 15/20 minuti di piangersi addosso…

Se c’è una cosa nella vita che non sopporto (dopo le notifiche push degli smartfone) sono le persone che si lamentano e basta.

Comincio quindi a fare una serie di domande inquisitorie alla mia ormai futura ex-amica:

Che marca sono le tua scarpe? Nike (Stati Uniti)

Che marca è la tuta che porti adosso? Adidas (Germania)

Queste sedie dove siamo seduti? Le ho comprate per 50€ l’una a Ikea (Svezia)

Dove hai comprato le tazzine dove abbiamo bevuto il caffe? Al negozio di Cinesi (ovviamente Cina)

Cosa c’è di tanto introvabile offline che hai dovuto comprare online? Cala il silenzio piu’ totale…

La mia amica mi guarda, gli occhi si spalancano come se avesse visto un fantasma. “Non ci avevo mai pensato,” mormora. “Forse è vero, forse parte del problema siamo noi.”

Lei non è sola. Molti di noi, senza rendercene conto, contribuiamo a un circolo vizioso che danneggia l’economia locale e, di conseguenza, la nostra comunità. In Italia, il cibo e i prodotti locali non sono solo una questione di gusto, ma di identità e di economia.

Scegliere di acquistare prodotti italiani significa sostenere l’agricoltura locale, le piccole imprese, e mantenere vivi i centri storici dei nostri paesi.

“Ma come posso fare la differenza?” chiede Jenny, sinceramente curiosa.

“Comincia con piccoli passi,” rispondo. “Sostieni i negozi locali, cerca prodotti con il marchio ‘Made in Italy’, e quando possibile, evita gli acquisti online che spesso favoriscono le grandi multinazionali a discapito dei piccoli commercianti.”

L’e-commerce può essere un’opportunità per i negozi locali, ma solo se questi ultimi riescono a integrarsi nel mercato digitale mantenendo la loro identità e i loro valori.

Inoltre, l’e-commerce in Italia è ancora una piccola parte del commercio tradizionale, che rappresenta circa il 90% degli acquisti nel settore.

“Ma non è solo una questione economica,” continuo. “È anche una questione di sostenibilità. Prodotti locali significano meno trasporto, meno inquinamento, e un impatto ambientale ridotto.”

Jenny annuisce, pensierosa. “E il lavoro di mio figlio?”

“Le piccole e medie imprese sono il cuore dell’economia italiana. Sostenendole, aiutiamo a creare posti di lavoro e a offrire opportunità ai giovani come tuo figlio.”

La conversazione si trasforma in un piano d’azione. Jenny decide di iniziare a fare la spesa al mercato locale, di cercare artigiani nella sua zona per i prossimi acquisti e di esplorare le opzioni di e-commerce locali.

La sua determinazione è contagiosa.

Quando lascio la casa di Jenny, mi sento speranzoso. Forse, se ognuno di noi fa la sua parte, possiamo rivitalizzare l’economia locale e costruire un futuro migliore per le piccole comunità italiane come Maddalolandia. E tutto può iniziare con una semplice scelta: quella di comprare locale (e magari spegnere un poì il modem)

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